Cosa vedere a Salamanca, ecco quello che non ti puoi perdere

Salamanca dichiarata Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO nel 1988 è una città ricca di storia e di monumenti ecco quindi in questo articolo una selezione di cosa vedere a Salamanca

Cosa vedere a Salamanca - Foto BertlivePhoto

Salamanca, capoluogo della provincia omonima nella grande comunità Castilla Y Leon, è stata dichiarata Patrimonio mondiale dall’UNESCO nel 1988.
Sorge nel cuore della semidesertica meseta ad un’altezza di 800 m ed è lambita dalle acque del fiume Tormes.

Il suo centro storico è ricco di monumenti da visitare, con stili come il romanico e il barocco che convivono armonicamente, grazie alla stessa pietra arenaria ferrosa con cui sono stati costruiti e che rende l’atmosfera generale molto calda, sebbene le temperature raggiungano in inverno anche i -10ºC.

Salamanca: facciamo un po’ di storia

Prima di raccontarti cosa vedere a Salamanca è bene partire dalla storia di questa meravigliosa città.

Salamanca è una delle città più ricche di storia: i primi insediamenti si hanno già in epoca preromana, l’agglomerato aveva il nome di Helmetica e fu prima conquistata da Annibale nel III secolo a.C. e poi dai Romani.

È di questa epoca il ponte sul fiume Tormes, costruito dall’imperatore Traiano e che si trova subito fuori dal centro storico, del quale si ha un’ottima vista.

È lungo ben 400 m, largo 3,50 m e con 26 arcate ancora quasi totalmente intatte; a pochi passi sorge la piccola chiesa romanica mudejar (stile cristiano che incorpora anche elementi tipicamente arabi e che s’incontra solo nella penisola iberica) dedicata a Santiago e unica nel suo genere a Salamanca.

Salamanca skyline – Foto Stuart

Alla fine dell’impero romanico Salamanca passò sotto il regno arabo e solo nel XI secolo fu riconquistata e ripopolata da immigrati castigliani, porteghesi ed ebrei e grazie alla costruzione della sua celeberrima università da parte di Alfonso IX nel 1218 divenne uno dei centri culturali più importanti di tutta la Spagna fino al culmine massimo nel secolo XVI quando raggiunse i 24000 abitanti e le 6500 iscrizioni annue all’università.

La storia della città di Salamanca poi si lega alla vicende politiche di tutta la Spagna, partendo dalla decadenza della corona di Castiglia, passando per la la guerra d’indipendenza spagnola degli inizi dell’800 e quella civile del 1936-37 quando divenne base delle truppe del generale Francisco Franco.

Nel 2002 insieme a Bruges fu capitale europea della cultura.

Cosa vedere a Salamanca

Salamanca non è una grande città e si può tranquillamente pensare di vederla in un solo giorno, ma è comunque consigliata una permanenza di almeno tre giorni per assaporarne appieno ogni più piccolo dettaglio

1° giorno a Salamanca

Partendo dalla centrale Plaza Mayor, dove si può approfittare di qualche bar per la colazione e fare poi qualche foto al palazzo del municipio, si passa poi a Plaza del Corillo dove si trova la chiesa di San Martin.

Plaza Mayor – Foto P. Guerra

Plaza Mayor è una grande piazza porticata disegnata dagli architetti Alberto e Nicolás Churriguera e conosciuta anche come il “Salotto di Salamanca”.
Fu ultimata nel 1755 con la costruzione dell’Ayuntamento sul lato nord proprio di fronte alla bella chiesa con facciata romanica dedicata a San Martin.
La piazza è un luogo di ritrovo di tutti i salamantini, dove poter bere un caffè alla mattina o mangiare uno spuntino a pranzo in uno dei tanti bar che si trovano sotto i portici.

Prendendo poi la Rua, la strada più famosa del centro, si raggiunge un’ampia piazza dove affacciano la Catedral Nueva e il Palacio de anaya, situati uno di fronte all’altro.

Salamanca Rua

Al lato del Palacio de Anaya, attualmente sede della facoltà di filologia, si trova poi la chiesa di san Sebastian; mentre al lato della cattedrale si trova la Catedral Vieja e subito dietro il complesso denominato Patio Chico, uno degli scorci più belli della città.

Catedral Vieja

Per scattare qualche foto della cattedrale conviene arrivare al Huerto de Calisto y Melibea, da cui si ha una bella visuale anche del fiume.

Tornando sui propri passi si possono visitare la Casa Lis, un edificio datato 1905 in cui alberga il museo di arte noveau e di arte decò, e il Colegio de san Ambrosio, un antico orfanotrofio del 1719, attualmente sede del centro documental de la memoria historica, antico archivio della guerra civile e conosciuto da tutti semplicemente come Archivio.

Nel pomeriggio, dopo un piccolo riposo, si può visitare la famosa università, che non è molto distante, e cercare la celeberrima rana nascosta nel decoratissimo portale d’ingresso.

Cerca di visitare anche l’interno dell’università, con le sue aule, la biblioteca, la cappella e il Patio de Escuelas Menores, dove si incontra il Cielo di Salamanca.

Poco distante s’incontrano la Casa de las Conchas e, di fronte, l’università pontificia.
Per la sera si può cenare in calle Van Dyck, una zona molto frequentata dai residenti e dagli studenti per il gran numero di bar e ristoranti, specializzati in carne alla brace e tapas.

2° giorno a Salamanca

Il giorno seguente si può cominciare l’itinerario nella Catedral Vieja per vedere Ieronimus, un’attività creata ne 2002, quando Salamanca divenne capitale europea della cultura, e diventata talmente celebre da farla rimanere permanente. Ieronimus mostra le cattedrali nuova e vecchia dall’alto, sia internamente che esternamente, oltre che ovviamente regalare una splendida vista sull’intera città.

Catedral Vieja Foto jorcolma

Si può poi percorrere calle Tentenecio per raggiungere la riva del Tormes e ammirare il ponte romano. Prendendo poi calle san Pablo si raggiunge la iglesia de san Esteban o Dominicos, parte del convento omonimo, che è stata costruita tra la metà del 1500 e l’inizio del 1600.
Tornando a plaza Mayor per la stessa via si potranno vedere il Palacio de la Salina, la torre de los Anaya e la torre del Clavero.

Nel pomeriggio si può raggiungere Palacio de Monterrey, nei dintorni del quale si trova la iglesia de la Purisima, con il celebre quadro Virgen en el altar di José de Ribera, il convento de las Agustinas e la capilla de san Francisco.

Palazzo Monterrey – Foto F. RAHER

Allontandosi un po’ invece si incontra il colegio Fonseca, l’unico rimasto dei quattro collegi dell’università di Salamanca, dove poter prendere un caffè e fare qualche foto alla cattedrale e all’università pontificia.

Tornando indietro in calle Bordadores si trovano la casa de las Muertes, la casa dove visse lo scrittore Unamuno, la iglesia de santa Maria de los Caballeros, il Convento de las Ursulas e la capilla de la Veracruz.

Cambiando direzione si può raggiungere, passando per plaza de los Bandos e ammirando alcuni dei palazzi che vi si affacciano, la iglesia de san Marcos.

♥ Se è venerdì o sabato ti consigliamo di andare a vedere lo spettacolo audiovisivo nella Cueva de Salamanca (dalle 20:30 alle 22:00), che altri non è che la cripta di un’antica chiesa.

3° giorno a Salamanca

Per l’ultimo giorno si può lasciare spazio al relax e allo shopping oppure vedere altri monumenti.

Per lo shopping nienti di meglio che il Mercado de Abastos, che si trova uscendo dalla plaza Mayor attravero l’arco del Toro.

Mentre, sempre nei dintorni del mercato, ci sono alcuni altri monumenti, come la iglesia de san Julian y santa Basilisa, la casa de los Sexmeros de la Tierra, la Iglesia de Sancti Spiritus, la iglesia de san Cristobal, la iglesia de santo Tomas e infine il seminario Calatrava.

Cosa vedere a Salamanca: il video

Ecco un meraviglioso video su Salamanca che ti consigliamo di guardare fino alla fine.

Salamanca quindi è una città assolutamente da non perdere, ricca di storia e con molti monumenti da visitare, oltre a quelli più famosi sopra citati, ma anche dove semplicemente passeggiare assaporando la dinamica atmosfera universitaria che la caratterizza.

SHARE